Una lectura dantis a due voci dedicata al celebre “canto di Ulisse”. Matteo Fratarcangeli e Gianluca Riggi guidano il pubblico nell’ottava bolgia dell’Inferno, dove i consiglieri fraudolenti bruciano avvolti da lingue di fuoco, e dal più grande di loro – Ulisse – si leva il racconto dell’ultimo, folle viaggio oltre le Colonne d’Ercole. La lettura intreccia la potenza teatrale dei versi (“fatti non foste a viver come bruti…”) con un commento vivo, che mette in dialogo il desiderio di conoscenza dell’eroe con le inquietudini del presente: il limite, la responsabilità verso i compagni, il rischio di trasformare la sete di sapere in hybris distruttiva. Tra parola detta, ritmo, pause e risonanze contemporanee, il Canto XXVI si trasforma in un viaggio condiviso, in cui la fiamma che avvolge Ulisse illumina anche le nostre, attuali, forme di “folle volo”.

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